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La parabola dell'amico importuno

Gesù racconta questa parabola, dopo aver insegnato la preghiera del “Padre nostro”, per incoraggiare noi credenti a insistere verso Dio nel chiedere le cose che ci necessitano. 


La parabola dell'amico importuno

Poi Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico, e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”.

E se quello dall'interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”.

Vi dico che, anche se non si vorrà alzare, perché è suo amico e per la sua insistenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.


Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa.

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?

Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del Cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».


Con questa parabola Gesù ci vuole insegnare che dobbiamo insistere a chiedere a Dio non solo per le cose di questa vita, ma per ricevere la Spirito Santo, il quale può aiutarci a meglio relazionarci con Lui e sapere bene quello che Lui vuole da noi (vedi Romani 8:26-27).

Tratto dal Vangelo di Luca 11:5-13

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