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Visualizzazione dei post con l'etichetta Racconti scritti dal VT

Mosè e Miriam

Mosè e Miriam erano figli Jokebed, una donna ebrea, schiava di Faraone.  Siamo nel periodo in cui gli antichi Faraoni d'Egitto facevano costruire le grandi piramidi e le grandi città fortificate, usandosi degli Ebrei, come schiavi. Gli Ebrei, a causa del lavoro faticoso e della loro condizione di vita precaria, soffrivano molto e Dio, vedendo questo, decise di mandare loro un liberatore.  Ma chi poteva mandare? Chi era adatto ad eseguire quell'ardito e pericoloso compito?  Dio, che vede tutto e sa tutto, aveva già deciso: Il liberatore sarebbe stato Mosè. C'era soltanto un piccolo inconveniente: colui che aveva scelto era ancora molto piccolo e per giunta si trovava in pericolo.  Proprio così, perché diversi giorni dopo la nascita di Mosè, Faraone, per invidia verso gli schiavi ebrei, aveva ordinato ai suoi soldati di uccidere tutti i bambini nati in quel periodo. Come si poteva salvare il piccolo? I soldati, andavano sempre rastrellando per le case degli ebrei in ce...

L'arca di Noè

Tanto tempo fa tutti gli uomini della Terra erano malvagi, facevano delle cose cattive e si facevano del male gli uni e gli altri.  Dio, vedendo che i loro desideri erano rivolti sempre al male, decise di fare venire un grande diluvio sulla Terra, in modo che tutti gli uomini malvagi perissero.  Ma, Dio, prima di permettere tutto questo, chiamò un uomo, l'unico che era giusto, che voleva bene a Dio ed al prossimo, e gli disse: "Costruisci una grande Arca e quando sarà completa vai dentro di essa con tua moglie, i tuoi figli e le loro mogli, perché deve venire il diluvio su tutta la Terra e voglio che voi siate risparmiati, assieme a tutti gli animali della Terra" .  Quell'uomo si chiamava Noè.  Prima di mandare la pioggia, Dio ha fatto un'altra cosa straordinaria: ha condotto una coppia di ogni animale, grande e piccolo, dentro l'Arca per salvarli, in modo che dopo il Diluvio avrebbero di nuovo popolato la Terra.  E così fu. E' venuta la pioggia per quaran...

Il re Ezechia

Ezechia è stato re della nazione di Giuda ed era un discendente di Davide, il secondo re d'Israele. Prima di lui vi furono dei re che regnarono a Gerusalemme (la capitale del regno di Giuda) in modo scorretto, che portarono il popolo all'idolatria, disubbidendo così alla volontà di Dio.  Anche i sacerdoti furono infedeli, trascurando il servizio sacro di Dio e praticando l'idolatria con l'adorazione e i sacrifici alle statue, poste persino nel tempio di Dio, a Gerusalemme. Sin dal primo giorno del suo regno, il re Ezechia si propose di estirpare l'idolatria dalla nazione, incominciando da Gerusalemme e dal tempio di Dio.  Così diede ordine di demolire e abbattere tutte le statue, vietando il culto pagano idolatrico e restaurando il culto del vero Dio, così come aveva fatto il suo antenato Davide, come Dio aveva comandato per mezzo di Mosè.  I soldati e i sudditi ubbidirono all'ordine di Ezechia, ricevendo così l'approvazione di Dio, il quale favoriva l'e...

La regina Ester

Una ragazza ebrea, divenuta regina dell'Impero persiano, salva il suo popolo. Tanto tempo fa regnava sull'Impero persiano Assuero (Serse, per la storia), un re molto istruito e intelligente.  Il suo dominio si estendeva su un vasto territorio che comprendeva molte nazioni e popoli che i suoi predecessori avevano conquistato, tra questi vi erano anche gli Ebrei, che erano stati deportati a Babilonia e in tutta la zona della Mesopotamia. Dopo l’editto del re Ciro, molti Ebrei erano ritornati in Giudea, la loro terra d’origine, altri invece avevano preferito rimanere in quei territori.  Tra questi, vi era a Susa (la capitale dell'Impero), un uomo chiamato Mardocheo, il quale aveva preso la giovane Hadassa, figlia di suo fratello, sotto la sua tutela, perché era rimasta orfana.   Il re Assuero aveva per moglie Vasti, una donna presuntuosa e irriverente.  Un giorno, in merito ad un fatto venutosi a creare a corte, proprio a causa del comportamento della regina, il re...

Il giorno in cui il sole si è fermato

Dio esaudisce la preghiera del suo condottiero Giosuè.  Gli Israeliti conquistavano una dopo l'altra le città di Canaan, la terra che Dio aveva promesso ad Abramo, Isacco e Giacobbe, i patriarchi d'Israele.  In tutto il territorio si sapeva che Dio aiutava nelle battaglie il Suo popolo e che alla fine tutto Canaan sarebbe stato da loro conquistato.  Allora gli abitanti di Gabaon (che era una grande città tutta fortificata da grande mura) si  dissero: " Meglio cercare pace con  il popolo d'Israele, piuttosto che combatterlo ed essere anche noi sconfitti ".  Così si i capi della città si presentarono da Giosuè chiedendo di stipulare un'alleanza con Giosuè, di non fare guerra tra di loro.   Giosuè acconsentì e i gabaoniti ritornarono contenti, pensando che sarebbero stati tranquilli, senza fare guerre.  Ma cinque re delle città vicine, saputo questo, vedendolo come un tradimento nei loro confronti, decisero di muovere guerra a Gabaon.  Così...

Il sogno di Giacobbe

Durante la sua fuga da Esaù, Giacobbe ha una visione di incoraggiamento da parte di Dio.  “ Giacobbe, devi andare via subito da qui. Se tuo fratello ti trova, ti ucciderà! ”.  Queste sono le parole che rimbombano nella testa di Giacobbe, dopo la disputa avuta con il fratello Esaù, a causa del suo inganno. Mentre Rebecca prepara per il figlio qualche provvista per il viaggio, gli da un consiglio: “ Vai dai nostri parenti, ad Haran, e rimani la finché l’ira di tuo fratello non si sara placata ”. Giacobbe se ne va via in fretta. Ha sbagliato molte volte, ma questa volta l'ha fatta grossa e non è tanto contento di se, e si chiede: “ Chissà se Dio mi vuole ancora bene? ”. Arriva in un posto, è notte, e Giacobbe deve dormire all'aperto. Si corica a terra, sopra una pietra che gli fa da cuscino. Da lì a poco, incomincia a sognare e vede una scala che dal cielo arriva sino a terra; vede anche molti angeli salire e scendere per la scala, e Dio che si trova in cima. Sente Dio dire: “ Gi...

La torre di Babele

La superbia dell’uomo porta la nascita delle varie lingue sulla Terra. Nella terra di Scinear (l’odierna Iraq) si lavora assiduamente. Gli abitanti crescono di numero e vi è l’esigenza di sempre nuove abitazioni. Così, anche se molto impegnati nella costruzione di case, vogliono anche costruire una grande città con una torre molto alta; vogliono che la cima della torre arriva sino al cielo, per dimostrare la loro grandezza, che trasmetta un senso di protezione e di indipendenza da Dio, in modo che gli uomini di tutta la pianura possano avere un punto di riferimento, visivo e ideologico nello stesso tempo. I costruttori e i progettisti si impegnano incoraggiandosi a vicenda: “ Cosi diventeremo famosi e potenti da poter fare a meno anche di Dio ”; quello è quello che si dicono l'un l'altro mentre la costruzione va avanti.  Allora gli uomini parlavano tutti una stessa lingua, e questo li agevolava nelle relazioni e nelle comuni iniziative.  Ma, durante i lavori, all'improvviso...

La sfida di Elia

Il profeta Elia sfida i sacerdoti di Baal sul monte Carmel.  Già da lontano si sentono le voci dei messaggeri del re Acab, che gridano: “ Tutta la gente d’Israele deve venire sul monte Carmel! È un ordine del re! ”. Una grande folla si raduna subito sul monte; sono presenti anche il re e i sacerdoti di Baal. Elia ha lanciato una sfida ai sacerdoti dell’idolo Baal, che dovrebbe dimostrare chi è il vero Dio: il Dio d’Israele o l’idolo chiamato Baal. In quel tempo la nazione d’Israele si era corrotta con l’idolatria, disubbidendo al primo comandamento di Dio, quello di non farsi sculture o immagini di idoli vari e di non servire e adorare loro. Proprio sotto il regno di re Achab, la venerazione a Baal era arrivata al massimo della sopportazione e Dio, tramite il suo profeta Elia, voleva dare una dimostrazione di potenza per incoraggiare il popolo a ritornare al vero culto. “ Oggi potete decidere a quale Dio volete credere; scegliete se volete servire il Dio vivente oppure Baal ”, dice...

La fuga di Giona

Il profeta Giona vuole evitare, ad ogni costo, di portare l’oracolo di Dio alla città di Ninive. “ Giona, voglio che tu vada a Ninive ad avvertire la gente della città, perché stanno facendo delle cose cattive ed orrende, e se continuano a comportarsi cosi, distruggerò la loro città! ”. Giona ha udito il comando di Dio, però non vuole ubbidire; a dire il vero è indispettito: “ Perché devo ci andare proprio io a Ninive? Non sopporto quelle persone, presuntuose e cattive. Che muoiano pure! ”. Così, Giona invece di dirigersi verso la città di Ninive, corre verso il porto: vuole andare il più lontano possibile, nella direzione opposta. Trova una nave in partenza per Tarsis e si imbarca. Dopo qualche giorno di navigazione, scoppia una furiosa tempesta, onde alte come una casa si scagliano contro la nave e tutto l’equipaggio è preso dalla paura. Giona, invece, dorme tranquillo, nella stiva, sino a quando viene svegliato ed invitato a impegnarsi per fare calmare la tempesta: “ Chiama il tuo D...

La fedeltà di Daniele

Daniele nella fossa dei leoni. Daniele è il miglior ministro del re Dario, per cui il re lo tiene in alto onore e gli vuole molto bene. Questa sua posizione, però, favorisce l’invidia di altri ministri, che diventano suoi rivali e nemici. Costoro cercano in tutti i modi di trovare dei difetti in Daniele, in modo di poterlo accusare davanti al re; ma non potendo trovare alcuna cosa su cui essere accusato, escogitano un piano per intrappolare Daniele. Così vanno dal re, convincendolo ad emanare una legge che vieti per un certo periodo, a chiunque, di pregare o di rivolgere richieste a persone semplici, a funzionari reali e a divinità varie; le richieste e le preghiere debbono essere rivolte soltanto al re; in più, colui che trasgredisce tale legge viene condannato ad essere divorato dai leoni. Il re acconsente, non capendo che è solo per trovare un pretesto per incolpare Daniele; la legge viene emanata e messa in vigore. Daniele viene a conoscenza della cosa e capisce bene che la legge è...

La creazione

Dio ha creato tutte le cose che oggi noi vediamo: la natura, gli uomini, le piante, gli animali, l’universo, etc.. All'inizio Dio creò il Cielo e la Terra, e tutto era immerso nel buio, perciò Dio disse: “ Vi sia la luce! ”. E la Luce fu! Questo avvenne il primo giorno. Il secondo giorno Dio creò lo spazio, e lo separò dalla Terra. Il terzo giorno Dio fece sorgere la terra ferma dalle acque del mare e vi fece crescere le piante. Ed ecco, la terra ravvivarsi di tanti colori: gli alberi, le piante, l'erba, i fiori... Il quarto giorno Dio creò il sole, la luna e le stelle. Da quel momento non era bello solo di giorno, ma anche durante la notte, con le stelle scintillanti e la luna argentata. Sulla terra però c’era ancora molto silenzio. Il quinto giorno, Dio creò gli animali acquatici e gli uccelli: ecco l’aria riempirsi di canti e di cinguettii e i vari pesci che guizzano veloci nelle acque. Ed il sesto giorno Dio creò finalmente gli animali terrestri: l’elefante, lo scoiattolo, ...

La chiamata di Abramo

Dio ordina ad Abramo a recarsi in Canaan, una terra che lui ancora non conosce. Abramo vive in una città, chiamata Ur, nella bassa Mesopotamia, dove gli abitanti non credono nel vero Dio, il creatore: adorano delle statue di legno e di pietra ed anche dipinti e disegni, che vengono considerati rappresentazioni degli dei. Ma la famiglia di Abramo, essendo discendenti di Noè e di Sem, hanno la conoscenza del vero Dio e cercano di non farsi coinvolgere nei vari rituali pagani. Un giorno Dio gli dice: “ Abramo, desidero che tu lasci questa città e che tu vada in un paese che ti mostrerò. Benedirò te, i tuoi figli ed i figli dei tuoi figli e da te nascerà un grande popolo; io ti starò sempre vicino e ti proteggerò ”. È giusto che Abramo lasci la sua casa, gli amici e i parenti? Deve iniziare un viaggio senza sapere dove andare di preciso, ne cosa fare? È una decisione molto difficile. Abramo, però, ama Dio ed ha fiducia in lui; perciò parte accompagnato dalla moglie Sara e dal nipote Lot, p...

La caparbietà di Faraone

Faraone si oppone al volere di Dio per la liberazione del Suo popolo. Il popolo d'Israele stava attraversando un brutto periodo: si trovava in Egitto, sotto il dominio di Faraone, il quale sfruttava quelle persone come schiavi e lavoratori per costruire le sue piramidi e città. “ Dio ha udito i vostri pianti ed ha visto la vostra miseria; presto sarete liberi e vi trasferirete nella terra che Dio ha promesso ai vostri padri ”. Appena il popolo d’Israele ascolta questa notizia dalla bocca di Aaronne e Mosè, esulta di gioia: “ Dio non ci ha dimenticati! Dio è buono! ”. Cosi i due fratelli vanno dal re d’Egitto, il Faraone, con la richiesta di Dio di lasciar andare via dalla sua terra il popolo d’Israele. L’ordine divino manda su tutte le furie il Faraone: non accetta che Dio sia superiore a lui, per cui non vuole che gli dia degli ordini, e per dispetto, ordina subito che gli Ebrei lavorino ancora più duramente. Con la decisione di Faraone, il popolo incomincia a dubitare della Parol...

Il sacrificio di Isacco

 Abramo deve sacrificare a Dio suo figlio Isacco. Abramo e Sara, dopo tanti anni, finalmente hanno un figlio, per miracolo da Dio, che chiamano Isacco. I due vogliono molto bene al loro figlio. Man mano che Isacco cresce, aumenta anche l'attaccamento di Abramo al figlio.  Potrebbe essere questo un problema per la chiamata di Dio per Abramo? È possibile che Abramo voglia più bene al figlio che a Dio? Dio aveva scelto Abramo per essere il capostipite del Suo popolo, cioè da lui doveva venire una discendenza che avrebbe portato la conoscenza del vero Dio sulla Terra e la futura nascita del Messia, il Salvatore del mondo. Così Dio decide di mettere alla prova la fedeltà di Abramo, chiedendogli di offrire suo figlio come un sacrificio a Lui. Un giorno Dio dice ad Abramo: “ Prendi tuo figlio Isacco, colui che tu ami, e va con lui sulla montagna.  Lassù, in un posto che io ti mostrerò, me lo sacrificherai ”. Abramo preferirebbe dire: “ No, non posso farlo! ”; ma ubbidisce a Dio....

Il re malvagio

 Il re di Giuda brucia la lettera scritta dal profeta Geremia da parte di Dio. “ Ascoltate, gente! Dio ha un messaggio importante per voi! ”. La gente si ferma sorpresa. Baruc, amico e collaboratore del profeta Geremia, sta nell'atrio davanti al tempio, prende lo scritto che Dio ha dettato a Geremia e incomincia a leggere. Tutti ascoltano incuriositi le sue parole. Questo fatto viene riferito subito ai ministri del re. Così Baruc viene prelevato e condotto davanti a loro: “ Leggi anche per noi, per favore; anche noi vogliamo ascoltare l’importante messaggio! ”. Appena Baruc termina la lettura, gli autorevoli uomini si informano da chi provenisse il messaggio. Baruc risponde che è un massaggio da parte di Dio, dato al profeta Geremia per avvertimento al popolo, ai ministri e al re. Infatti vi erano scritti tutti i rimproveri e le punizioni di Dio per i peccati che questi commettevano. “ Presto! Tu e Geremia dovete nascondervi! ”, consigliano i ministri a Baruc, “ Il re, venendo a sa...

Il miracolo dell'olio

Dio ricompensa sempre coloro che gli sono fedeli. La mamma prende con gioia in braccio i suoi due figli, pensando al terribile periodo di miseria appena trascorso. Le preoccupazioni e le paure l’avevano tormentata fin da quando suo marito era morto, e non era più in grado di pagare i suoi debiti. I creditori l’avevano minacciata: “ Se non paghi i tuoi debiti ti toglieremo i figli, i quali dovranno lavorare come schiavi per poterci risarcire! ”. Suo marito, quando era in vita, era uno dei discepoli del profeta Eliseo, così nella sua disperazione corse da questi, con la speranza che la potesse aiutare. Il profeta ha dimostrato subito la sua sensibilità; le ha chiesto: “ Che cos'hai ancora in casa? ”. Le era rimasto solo un vasetto d’olio. “ Vai da tutte le tue vicine di casa e fatti prestare dei vasi vuoti, tutti quelli che puoi avere; poi torna a casa con i tuoi figli e versa il tuo olio nei vasi ”, le disse Eliseo. E lei fece cosi. Improvvisamente avvenne il miracolo: incominciò a ...

I giovani ebrei a Babilonia

Daniele con i suoi tre compagni si trovano a Babilonia deportati, dopo la conquista della Giudea da parte del re Nabucodonosor.  I soldati babilonesi portano in esilio Daniele con i suoi tre amici e molte altre persone a Babilonia, capitale dell'impero babilonese, un posto molto lontano dalla loro terra. L’esercito babilonese ha devastato Gerusalemme e molti sono stati fatti prigionieri per divenire loro schiavi e servitori. Il re straniero ordina di portare nel suo palazzo dei giovani, i più intelligenti, figli di notabili ebrei. Questi, per tre anni, devono apprendere la lingua del luogo ed essere istruiti secondo le leggi e i costumi di Babilonia, per essere in grado di servire alla corte, come consiglieri. Sino a questo punto va ancora tutto bene, sino a quando a Daniele ed ai suoi tre amici viene ordinato di mangiare il cibo della mensa reale: il re vuole che i giovani crescono forti e sani. Ma sono, principalmente, carni di animali che gli ebrei non possono mangiare, proibiti...

Giuseppe incontra suo padre

Giacobbe rivede, dopo molti anni, suo figlio Giuseppe che credeva essere morto. Giacobbe ha saputo che il figlio Giuseppe è ancora vivo, sta bene, e che, per volontà di Dio, è divenuto viceré d’Egitto. Così decide di andare in Egitto per poterlo rivedere. Il viaggio non sarà facile per lui, vista la sua età; ma ha avuto la conferma da Dio di partire e non avere paura, perché, anche in questa nuova esperienza, Egli sarebbe stato con lui. Giacobbe è contendo dell’approvazione di Dio, e questo lo rende ancora più tranquillo. Giacobbe è emozionato al pensiero di rivedere il figlio dopo tanti anni: come sarà Giuseppe? Sarà molto cambiato? Anche Giuseppe è impaziente di rivedere il padre e, saputo del suo arrivo, gli va incontro. Ecco arrivato il momento tanto atteso: si incontrano, si abbracciano e piangono di gioia. Così Giacobbe, dietro il consiglio di Giuseppe, si stabilisce in Egitto, assieme ai suoi undici figli con le rispettive mogli e figli; in tutto sono 67 persone. Giacobbe vive a...

Giacobbe ritorna in Canaan

Dopo una lunga permanenza dallo zio Labano, Giacobbe ritorna nella sua terra natia, con tutta la sua famiglia.  Giacobbe ha nostalgia di casa; già da molto tempo vive in terra straniera. Sono parecchi anni che non ha più visto i suoi genitori e la sua terra natale. Chissà se suo fratello Esaù ha ancora intenzione di ucciderlo? Con i lunghi anni di permanenza ad Haran è diventato ricco; ha due mogli e undici figli, possiede servitù e mandrie di animali. Però è preoccupato per la sua situazione attuale: suo zio, il padre delle sue mogli, non lo vuole lasciare andare via, anche se i suoi cognati sono invidiosi di lui. Una notte, Dio gli parla in sogno, dicendogli: “ Ritorna alla tua terra; io sarò con te e ti proteggerò! ”. Così, Giacobbe lascia di nascosto Haran, dopo aver preso tutto quello che possiede: la sua famiglia, i servi e gli animali. Dopo parecchie settimane di cammino arrivano finalmente in Canaan. Dopo qualche giorno, Giacobbe riceve una notizia: “ Esaù, tuo fratello, ti...

Giacobbe inganna suo padre

Giacobbe riceve la benedizione dal padre con un inganno.  Giacobbe ed Esaù sono ormai uomini adulti e il loro padre Isacco è diventato vecchio, ed è quasi cieco. Isacco sa che prima di morire deve dare la sua benedizione al figlio maggiore. Così, chiama Esaù e gli dice: “ Vai a caccia e preparami della selvaggina per mangiare. Dopo che avrò mangiato, ti benedirò ”. Rebecca, la moglie di Isacco, origlia dietro la tenda e sente tutto quello che il padre ha detto al figlio. Rebecca, però, non vuole che Isacco benedice Esaù, perché, oltre ad essere scontenta di lui, per via delle mogli straniere che si è preso, ella si ricorda ancora della profezia che aveva ricevuto da parte di Dio, circa il destino dei suoi figli. Aveva detto Dio: “ Due popoli sono nel tuo grembo e il maggiore servirà il minore ”. Così Rebecca escogita un piano per far benedire Giacobbe al posto di Esaù. Prepara un capretto, cucinandolo come una selvaggina, poi convince suo figlio Giacobbe a mettersi i vestiti del fr...